Fabio Roversi Monaco mi è diventato comunista.
CULTURA BOLOGNA. ROVERSI MONACO: STOP AD ACCREDITI DI LUSSO
(DIRE) Bologna, 2 lug. - Basta con la distribuzione di biglietti gratuiti ed inviti per gli eventi culturali in programma in citta'. Soprattutto se i beneficiari possono permettersi di pagare per assistere agli spettacoli. Ad invocare lo stop agli accrediti di 'lusso' e' il presidente della Fondazione Carisbo e
della Fiera, Fabio Roversi Monaco. "Non dovrebbero essere piu' distribuiti dei biglietti gratuiti: tutti, tranne il sindaco, il prefetto (e pochi altri, ndr), devono pagare il biglietto", tuona l'ex rettore a margine della presentazione di due nuovi progetti culturali dell'expo a favore della citta'. Del resto, osserva,
"se si vuole tenere un livello adeguato" degli eventi bisogna che le fasce sociali medio-alte (delle quali premette di fare parte) "se ne facciano carico", pagando e non pretendendo di assistervi gratis. Roversi si scaglia contro l'abitudine di "distribuire i biglietti con grande facilita'", anche perche' questo
contribuisce anche a minare i conti di certe istituzioni culturali. Insomma, tira le somme, "se si vuole avere l'Orchestra Mozart con un direttore come Claudio abbado che fa ricerca, bisogna capire che e' uno sforzo che va ripartito tra le classi sociali che se lo possono permettere e tra piu' enti, non solo la Fondazione Carisbo e l'Accademia filarmonica". E' vero, dice, che "la citta' e' abituata ad avere grandi spettacoli gratuiti", ma questo "puo' essere fatto fino ad un certo punto e, se lo si fa, deve essere coordinato con tutte le forze economiche".
Sì, sì, ci sono ancora... Lo so che manco da un mese e due giorni, come sottolineano i lettori più attenti e, penso si possa dire, nostalgici.
In quest'ultima settimana mi è capitato di parlare con diversa gente che mi comunicava il dispiacere per questo silenzio senza spiegazioni. Io le spiegazioni mica ce le ho. O meglio le motivazioni sono molteplici.
Non ho tempo
Da qualche mese ho anche un altro lavoro e, nel momento in cui ho accettato, sapevo che avrei dovuto sacrificare qualcosa della mia affollata vita.
Il mestiere di scrivere
Io scrivo dalla mattina alla sera, per lavoro, appunto. E quando per diletto mi metto davanti al pc, non ho più forza e sogno solo il momento in cui mi staccherò dalla tastiera. Sono diventata una macchina per scrivere.
Forse non ho tanto da dire
Anche se sono ancora zitella, non mi sento più DF e poi, su quel tema, si è detto tutto e il contrario di tutto. Del resto questo blog non è mai stato una specie di mio "diario" quanto una sorta di terapia di gruppo e sono certa che sia servita a tutt* questa piazza in cui discutere.
Forse c'è troppo da dire
Perchè non c'è nulla da dire? Perchè c'è troppo da dire! Da quando è scoppiata Puttanopoli, ogni giorno la realtà ha superato la fantasia. Sì, a me Noemi e tutto il cucuzzaro erano già sembrati abbastanza poi, pistolando in internet, trovo dichiarazioni sempre più agghiaccianti di tutti i fighini plagiati da B. che si affannano a dimostrare che sono pie e colte. E poi è scoppiato il caso D'Addario e, da quel momento, ho deposto le armi. C'era troppo da leggere, troppi phon, troppe farfalle e tartarughe, troppo viagra. E troppo lavoro e troppa voglia di evadere dal mondo.
Il Tgcom non è più il Tgcom
Ancora Puttanopoli. Da quando Noemi è entrata nelle nostre vite, è scomparso anche il piacere di andare a caccia di stronzate sul Tgcom. La mia voglia di gossip era soddisfatta dalla routinaria lettura di Repubblica.it e Corriere.it. B. ha fatto sì che il Tgcom diventasse noioso, come leggere un giornale di annunci immobiliari.
Non è un problema di audience
Questo potrebbe essere solo un momento di stanca, come accade in tutti i rapportti. Ma io credo troppo nel mezzo per abbandonarlo. Non c'è Facebook che tenga, nè Twitter nè cazzi nè mazzi. Il blog rimane ancora il miglior strumento per comunicare in rete, un mezzoancora dei tempi umani, adatti alla riflessione, alla digestione di alcune tematiche al contrario della voracità degli altri mezzi. Non è stato un problema di migrazione di lettori versoaltri mezzi più "moderni". E' stato un po' tutto questo messo insieme. Perchè non sono più DF, non sono mamma, non sono viaggiatrice, non sono indie, non sono scrittrice, non sono nulla in aprticolare ma sono di tutto un po'.
Tutto questo non è una giustificazione
Lo so. Dovevo solo riposarmi un po', perchè questo blog è sicuramente una parte di me, cui non voglio rinunciare. Il distacco è sacrosanto per ricominciare con più forza.
E adesso che scrivo sento che la voglia mi sta circolando di nuovo nelle vene.
* Nella foto, la macchina da scrivere che sto cercando in cantina a casa da mia madre che non trovo.
Poi c'è stata lei
Ora lei
Venerdì sera, prima di uscire, ho sentito la notizia alla radio ed ho avuto seriamente un moto di commozione. E' morta Susanna Agnelli, l'autrice di "Vestivamo alla marinara", il primo libro "da grande" che ho letto a 14 anni. Venerdì l'ho tirato fuori dalla mia libreria e l'ho messo sul comodino con la tentazione di sfogliarlo ancora. Non l'ho fatto perchè ho avuto paura che a distanza di 18 anni quella capacità evocativa sparisse, che si annullasse quella familiarità che avevo sviluppato nel corso degli anni con la dinastia degli Agnelli, di cui anche successivemente lessi con avidità. Le vicende di Villar Perosa, i fratelli, Miss Parker, quell'andare a scuola a piedi nonostante costruissero automobili, il loro essere "emarginati" dagli amici nobili perchè loro erano borghesi, racconti che non vorrei scalfiti dal pensiero di Lapo e Patrizia, dal suicidio di Edoardo, dalle liti patrimoniali tra Margherita e i figli e da tutte quelle miserie di cui si sono macchiati gli Agnelli successivamente, quando hanno smesso di vestirsi alla marinara. Eros e Amore: dal festival alla radio
Puntata speciale di DiscoParty
Maria Cristina Santandrea ospite delle rubrica “Il posto del cuore”
sabato 16 maggio ore 21.30
radiocittàfujiko 103.1
Uno degli obiettivi del Festival della Psicologia, che si svolgerà a Bologna nei giorni 15,16,17 maggio a Bologna è l’interazione con il territorio bolognese. Oltre agli illustri ospiti che vi parteciperanno, il festival si apre alla svariate realtà cittadine. Una di queste, sarà la radio, che anche se non inserita nel programma ufficiale del festival, unirà la propria voce ai già noti partecipanti.
Sabato 16 maggio alle 21:30, all’interno del programma DiscoParty condotto da Patrizia Bottura ogni sabato sera sui 103.1 di radiocittàfujiko, andrà in onda la rubrica Il posto del cuore, oramai appuntamento fisso per tutti coloro che vogliono raccontare le loro storie d’amore.
Ospite eccezionale della trasmissione sarà l'ideatrice del Festival, l'assessore Maria Cristina Santandrea, che, in veste di psicologa, darà consigli risponderà alle lettere per superare i problemi di cuore degli ascoltatori.
I cuori infranti potranno inviare le loro lettere all'indirizzo ilpostodelcuore@gmail.com.
Info:
www.radiocittafujiko.it
http://www.myspace.com/ilpostodelcuore
Leggo stamattina nella mia rassegna tampa quotidiana che si svolge in una stanza molto intima della mia casetta che la Maria Laura Rodotà, quella che io vorrei diventare da grande, dà alcuni preziosi consigli sull'uso della minigonna per le diverse età, traendo l'ispirazione da un articolo del The Guardian. Io, secondo il quotidiano inglese e la mia rimasta preferita, già scazzo ma me ne frego. Finchè le gambe reggono e le rughe in faccia scarseggiano oso con piacere.
In Scacco Matto, lo straordinario cortometraggio che fa intravedere le doti della nostra Noemi Letizia, soprattutto nella manicure (qui rosso lacca, nelle ultime foto french manicure decoratissima) si vede un'altra significativa interpretazione, quella di Fernando Vitale, ex tronista di Uomini e Donne ora prestatosi al porno, dove reinterpreta il ruolo che l'ha reso celebre con il suo scettro personale.
In cinque giorni ne sono successe di tutti i colori. Da che Veronica Lario ha definito "ciarpame senza pudore" la candidatura di alcune sgallettate, tra cui la più cretina di tutte, Angela Sozio (sua la passera che si vide mentre faceva il bagnetto al GF e lei sulle ginocchia di Sua Maestà), fino ad arrivare al divorzio chiesto da lei, alla scomparsa della bionda Noemi Letizia, con ottime probabilità figlia di Silvio e chissà cos'altro. Orbene, oggi è successa una cosa che non farà fare sonni tranquilli. Sul Corriere.it sono apparse le foto che, da quello che ho capito, erano state mostrate da Studio Aperto, un'anteprima di quelle che saranno pubblicate su Chi. Immediata la reazione del web a quei ritocchi così evidenti sull'aurea di santità della Noemi e su Silvio che sembra la Loredana Bertè sulle copertine dei Tv Sorrisi e Canzoni della settimana del Festival di Sanremo di quando ero piccola.
Ho ascoltato l'intervista della Rita Levi Montalcini da Fazio. All'età di 3 anni, dopo che il padre ingegnere le buttò via il suo adorato cappello con le ciliege, che mai si sarebbe sposata nè avrebbe fatto dei figli. Perchè mai un uomo, ingegnere per giunta, doveva decidere della sua vita. Fatto sta che che la Rita, sia che sia ancora illibata sia che abbia masticato più ca**i che bistecche in laboratorio, è arrivata a cent'anni, ha vinto un Nobel, riesce a dormire un paio d'ore per notte, aiuta le donne africane cui non è permesso studiare ed è sicuramente più lucida di me, che tuttavia non sono un buon termine di paragone.
L'altra sera a cena con amici si parlava di desiderio. C'è una scuola di pensiero abbastanza nutrita che sostiene che, se qualcuno desidera intensamente qualcosa, alla fine la ottiene. Questa tesi è un po' che la sento, c'è gente che sarebbe pronta a scommetterci la madre sul fatto che ciò sia possibile. Etimologicamente, “chi desidera” erano i soldati che la notte aspettavano i loro compagni dalla battaglia, quindi il significato è “stare sotto le stelle ad aspettare” (de sideribus). C'è il senso dell'attesa, nel desiderio, una tensione all'infinito di una pulsione che vorrebbe essere finita. Ma bisogna desiderare bene, mi hanno detto. Occorre prendere bene la mira sennò si rischia di ottenere ciò che si desidera ma di segno opposto oppure manchevole di un pezzo, quello fondamentale, e ci ritrova dopo tempo a ridere della propria sorte. Un amico ha argomentato con la barzelletta di quello che va al ristorante ed ordina ogni ben d'iddio con 40 modelle bellissime, pieno di soldi e un pappagallo sulla spalla. Aveva la possibilità di esprimere 3 desideri: donne, soldi e un uccello vorace e, proprio su quest'ultimo, non si era espresso benissimo. Occorre concentrarsi bene per scampare l'uccello vorace – quello volatile - per ottenere l'uccello di ben altro goloso.
Io, da qualche tempo, non penso ad altro. Temo di non essere in grado di desiderare, per lo meno con quella pervicacia. Io ho il desiderio timido. Me lo immagino bianco e brufoloso, che non va al mare perchè non si vuole mettere in costume, che non va alle feste e, se ci va, temporeggia bevendo spuma o porta i dischi così gli altri potranno ballare i lenti. Sì, sì. Io ho un desiderio nerd. Ma è ora che 'sto sfigato sbiadito si dia una mossa ché il suo involucro non può mica aspettare tutta la vita! Il mio desiderio ha bisogno del Topexan.