Aeiouy Costume e Società

Fenomenologia delle Diversamente Frigide
lunedì, 31 marzo 2008

31/03/2008

AlaHo aspettato questo giorno da un sacco di tempo. Da anni raccolgo i punti del Latte Ala perchè bevo una tazzona di caffè-latte tutte le mattine. E' la mia pozione magica per partire la mattina. Un  litro di latte mi dure tre mattine. Al terzo giorno stacco il punto e lo ripongo in una scatola. Il 31/03/2008 era la data X, il termine ultimo per inviare la preziosa scheda con i punti raccolti con tanta pazienza, tanto sudore, tanta devozione. Mi ero premurata anche di salvare la preziosa scatola con i punti anche durante il trasloco, ci tenevo troppo a prendere un altro premio, giusta ricompensa ad una tale fidelizzazione.
Orbene, l'altra sera, davanti alla tv, mi metto a ritagliare e scopro che da due anni (da tanto tempo non compilavo le schede e accumulavo) i maledetti punti erano marcati con l'anno del concorso e che quindi non avrei potuto fare la furbona, incollando punti del passato, come del resto avevo fatto la volta in cui presi il tagliere per il formaggio.
Ritaglio quella plastichina di merda che si attacca dappertutto ed è indebellabile e mi accorgo con sgomento che, a conti fatti, avevo solo 86 punti che manco una penna ci prendevo. Corro entro il 31/03/2008 ad acquistare litri di latte e qualche yoghurt, indecisa se arrivare a 90 per due calici da vino o a 95 per sei bicchieri da birra, modesta ricompensa all'unico legame solido che una DF come me ha avuto negli ultimi anni, con una marca di latte.
Ieri, per appiccicare gli ultimi punti, faccio tardi a svariati appuntamenti. Compilo la scheda in oogni suo dettaglio, codice del premio, stato di famiglia, questionario etc etc con una penna blu, pena squalifica dal concorso.
Scopro che l'unico modo per inviare la scheda e con raccomandata. Mi illumino. Metto sul piatto della bilancia il costo della raccomandata, il tempo perso in fila alla posta, la busta da comprare e per cosa? Per due inutili calici da vino per un'eventuiale fantomatica cenetta a lume di candela con un amichetto immaginario? Due biccheiri del menga che costeranno 5 euro?
Naaaaa...
Ci penserò il prossimo anno. Il 2009 è un altro anno.

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categorie: autobiografia, dieffismo
venerdì, 28 marzo 2008

Bologna l'oscura

Carmine BolognaSiccome smadonno con Splinder, link vari e siti di merda da ore, copioincollo il post dello Spettro, con relativi riferimenti. Buona giornata almeno a voi. La mia giornata è cominciata di merda.
Oggi pomeriggio alle 18.30, alla Libreria Coop Minganti di Bologna, avrò il piacere di chiacchierare con Carmine Caputo del suo ultimo libro Bologna l’oscura, edito da Nonsoloparole Edizioni. I brani del libro saranno letti ad alta voce da Debora Pometti con l'accompagnamento musicale di Romano Romani.
Sì, è vero, è il solito markettone del Venerdì, in più presentato da me ma dopo il markettone al cocomeraro non penso che ci sia nulla da ridire su quella ad un giovane autore che neanche ha dovuto pagare per pubblicare i suoi libri.
Mi preme, tuttavia, segnalare questo libro sullo Spettro perché questi racconti sono intrisi di Bolognesità, di quel cibo di cui tutti noi volentieri ci pasciamo cinque giorni impiegatizi su sette che ne ha fatti il Signore.
Bologna l’oscura raccoglie cinque racconti di felsinea vita quotidiana, con una sfumatura a volte nuar, come piace spesso fare a chi scrive sotto le Due Torri. L’oscurità cui allude Carmine nei suoi racconti, tuttavia, non rimanda a sordide atmosfere da provincia protagonista di fatti di nera ma a tutto ciò che è nascosto agli occhi dei più. Questi racconti accendono i riflettori sulle esistenze anonime di personaggi ordinari, straordinari per un giorno a Bologna, che si muovono in una città sconosciuta all’occhio frettoloso della vita di tutti i giorni. Carmine insinua timidamente nelle sue pagine aneddoti storici ed artistici della città, proponendo dei minuscoli intervalli tra una vicenda e l’altra.
Leggendo questo libro ho notato un certo sguardo fuorisede (lo pagherà Carmine il biglietto dell’autobus?) alla Bologna raccontata. È la prospettiva di chi si è innamorato della città in cui ha scelto di vivere, che vede sopperire di fronte alla metastasi dei mali moderni: guide assassine di Suv nei centri storici, proliferare indiscriminato di centri commerciali, donne rompicoglioni, catapecchie d’oro per studenti e tutto ciò che gli spettrali lettori conoscono perfettamente.
Il libro costa 12 euro e vi puo’ accompagnare piacevolmente in un viaggio in treno di un paio d’ore.

E visto che sono in vena di markette, vi segnalo Consensuality Party, l’evento di stasera organizzato dalle ragazze del Sexyshock al Locomotiv, dalle 22.30 in poi.

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categorie: spettro, markette
giovedì, 27 marzo 2008

Egoiste! Egoiste! Egoiste!


Notoriamente non sono una femminista ma questo episodio mi ha indignato. C'è una macchietta milanese nella casa del Grande Fratello, che ha lo stesso sex appeal di un ficus, e una energica ragazza napoletana, dall'aria non stupida. Non seguendo il GF8, non so i dettagli, fatto sta che il neo Zampetti, dopo che avrebbe trastullato tutte le femmine della casa, con una graziosa fidanzata a casa e un'amante disposta a raccontare i più intimi dettagli della loro storia clandestina a quattro amici a Buona Domenica, seduce Lina, che fa la furba ma che proprio non è. I due hanno un approccio: lui a lei chiede un seghino sotto le lenzuola. E lei esegue, lui gode. Il nostro poi si alza e pensa bene ad andare in sala a raccontare dell'episodio, ridendo, mostrando macchie ed annunciando che non si sarebbe lavato. Lei è sputtanata terra marique. L'Ordine dei Medici minaccia di radiarlaMello ne fa una questione di genere.Io ne farei piuttosto una questione di scarsa lungimiranza di una che ha peccato di ingenuità, che sarà etichettata tutta la vita come quella che per una pugnetta al GF ha compromesso la carriera.
Lui all'uscita, comunque, va arso vivo.
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categorie: tgcom, uominimerda
mercoledì, 26 marzo 2008

Etichette

etichette-adesive-in-bobinaL'altro giorno, al pranzo pasquale, di fronte ad un'enorme pizza de Pasqua, mia sorella ed io conversavamo di massimi sistemi. Mi interrogavo sul motivo per il quale, per esempio, a lei regalano dei fiori e quelli che trovo io sì e no che mi fanno gli auguri per le ricorrenze. Alla fine troviamo sempre gli stessi tipi, dicevo, e io sarò condannata a non ricevere ma un regalo da "femmina". E lei mi dice che tutto questo è dovuto alla teoria dell'etichettamento, secondo cui una persona è etichettata per sempre e sarà difficile staccarsi la pecetta di dosso. Come uno che magari era tossicodipendente venti anni fa, lo rimane nel presente, così io che ho fatto l'errore di leggere due libri e guardare due film nel mio periodo universitario, rimango quella fighetta pseudo-intellettuale anche se non leggo un libro da anni e al cinema non ci metto più piede. Io ho questa etichetta qua. E dire che avevo l'occasione di rifarmi un'identità quando sono arrivata qua dalla riviera Adriatica.
Ora le cose si aggravano. Nonostante io mi sia alleggerita per li mio bene e per quello degli altri, quelli che mi devono fare i regali non se ne sono accorti, ma in compenso un'altra etichetta ha attecchito: quella da DF. Si vede che quella della frivola non me la sono giocata bene. L'etichetta da DF ha però il suo vantaggio: combinare qualsiasi cosa senza destare sospetti. Non saranno fiori ma, di questi tempi, la privacy è un bene prezioso da salvaguardare.
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categorie: autobiografia, dieffismo
venerdì, 21 marzo 2008

Primavè-e-ra-aa-a

04_primavera_bigOggi la Primavera è su Lo Spettro della Bolognesità. Io, se volete, posso chiamare ciascuno di voi cantandovi la mia personalissima versione di Maledetta Primavera. A voi la scelta.
State in guardia ai mali di stagione. L'articolo del Tgcom vi dirà come.
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categorie: spettro, tgcom
giovedì, 20 marzo 2008

Sexy nerd

nerdLa giornalista del Tgcom questa volta ha veramente esagerato. Quest'articolo, oltre ad essere scritto in un dubbio italiano, dimostra che chi lo ha scritto non ha mai visto un social network o un blog in vita sua.
Comunque, in quest'accozzaglia di luoghi comuni, emerge la figura del technosexual,  praticamente uno smanettone che non suona la figa ma tamburella tasti sulla tastiera del pc, con occhiali spessi che nascondono occhi cecati dalle ore passate a chiedere amicizie in giro.
Si moltiplicano, tuttavia, le iniziative di disintossicazione degli web e tecnologie sparse addicted. Chi si mette alla prova lasciando cellulari e ipod a casa, chi si impone giorni interi senza controllare la mail e così via. Io non credo di avere bisogno di questi mezzucci per riappropriarmi della mia vita. Ma anche l'alcolizzata che si mette a bere le boccette di profumo, probabilemnte, dice le stesse cose.
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categorie: trentenni, uominimerda
martedì, 18 marzo 2008

Fragole buone buone

_fragoleRicordarsi sempre di esprimere un desiderio quando si mangia una primizia.
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categorie: dieffismo
martedì, 18 marzo 2008

Dildo, il rosso

pesce-rosso-744051Quel ciarlatano di Paolo Fox mi ha detto che sarebbe stato l’anno della Vergine ma ancora qui non si è smosso nulla, se non qualche mandarino più o meno cattivo.
Ma io sono positiva, sento che le cose cambieranno. In un anno e poco più con il gruppo di mutuo aiuto per superare la dieffite, sento che alcuni concetti stanno prendendo piede. E sento la necessità del cambiamento.
Ed è stato così che ho preso questa decisione epocale.
Abito da sola ormai dai primi di Novembre. Dopo anni in ostello, farmi solo ed unicamente i cazzi miei era un sogno al quale faticavo a credere. Ora credo al Paradiso ma ho paura che il mio solipsismo si incancrenisca e che diventi sempre più refrattaria alla compagnia maschile. Refrattaria al cazzo, come dice Leo Mantovani. Dick-proof come direbbe un anglosassone.
Sabato si parlava poi di animali domestici ed io raccontavo la mia idiosincrasia nei confronti delle bestiole che si aggirano nelle case. Io odio gli animali e odio le piante. Odio tutto quello che prevede una cura da parte mia.
A casa mia sull'Adriatico, infatti, c’erano 4 gatti con cui non ho mai avuto confidenza, adorati da mia madre e mia sorella, cui io facevo i dispetti forse perché volevo le attenzioni delle mie per me. Chissà, il groviglio dei mie pensieri che percorsi aveva preso.
Tanti anni prima la mia famigliola vinse un pesce rosso alla Festa dell’Unità di Corinaldo, città natale di Santa Maria Goretti e di mio padre. Nel viaggio di ritorno, decidemmo come chiamare quell’essere vivente in bustina che si agitava sulle mie gambine bambine. Perché non chiamarlo Berlinguer? Questa la geniale proposta di mio padre. D’altra parte, lapalissianamente, era stato vinto alla festa dei comunisti ed era rosso.
Berlinguer visse 7 gloriosi anni, curato solo da mia madre che lo accudiva nel balcone della cucina. Io non l’ho mai cagato. So che si era scolorito, forse era diventato canuto. Dopo 5 o 6 mesi dal decesso, chiedo a mia madre dove cacchio avesse messo il pesce e lei mi disse che era morto e che era curiosa di sapere quanto ci avremmo messo io e mia sorella ad accorgerci di quella scomparsa. Mia madre, vera amante degli animali e rispettosa dei trapassi, lo chiuse in un cappolone e lo seppellì in giardino. Una prece per Berlinguer.
Il ricordo di Berlinguer mi scalda il cuore, il suo silenzio, il suo non essere invadente, quel suo uscire di scena in punta di piedi mi hanno restituito una sensazione rassicurante.
Sabato è scattato qualcosa nella mia testa. Già la mattina, mentre facevo colazione tutta sola nel mio lettone tutto rosso, strafogandomi di pasticciotti e di caffè-latte, sentivo che era ora di introdurre una figura animata nella mia vita.
Nella mia vita entrerà Dildo, il pesce rosso.
Qualcosa che sia metaforicamente di buon auspicio.
Qualcosa che si muova e che chieda le mie attenzioni, così da abituarmi ad una presenza altra.
Qualcosa che non rompa i coglioni.
Qualcosa di poco invadente.
Qualcosa di cui io non abbia paura.
Qualcosa che se muore, (e muore di sicuro perché Dildo è già un dead fish swimming), lo possa seppellire ai Giardini dentro una scatoletta di alici senza tante pugnette, senza eccessivo dispendio di danari che è meglio andare da Zara.
Qualcosa di rosso, perché mi piacciono i rossi.
Lo amo già.
Non vedo l’ora di averlo in casa, so che da quel giorno le cose cambieranno, alla faccia di quel cialtrone di Paolo Fox.
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categorie: autobiografia, trentenni, sonoseria, dieffismo, uominimerda
lunedì, 17 marzo 2008

Rapporti zodiacali

segni zodiacali moCoriandola mi ha scritto un'altra letterina. Lei ha molta fiducia in La posta del quore.
Scorpione indefesso lui, verginella fessa io. Il sesso andava alla perfezione, tutto il resto non c’era. Risultato: infiniti lutti miei, ben più pesi di quelli degli Achei. E la mia domandaiuola è: se dopo un po’ lui è scappato dicendo che non se la sentiva, che avevamo aspettative diverse, che io ero il sole ma lui la tenebra, che bastava lasciarsi via mail perché un confronto diretto non avrebbe migliorato le cose, che rivedersi amichevolmente sarebbe stata un’ipocrisia, che in futuro l’iniziativa per non perderci avrei comunque potuto anzi dovuto prenderla io…, che insomma - parlandoci chiaro come lui non fece - semplicemente lui non era innamorato, PERCHE’ adesso, dopo uno stallo fisiologico da codone-di-paglia, si fa di nuovo e di tanto in tanto vivo, puntuale come le mestruazioni?
Cara Coriandola, come ti ho esposto mille volte, le Verginelle gli Scorpioni li devono lasciar perdere, anzi, devono ritirar fuori dalla cantina gli anfibi con il carrarmato e la punta di ferro e schiacciarli senza dar loro la possibilità di risollevarsi.
Cosa dicono i lettori?
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categorie: dieffismo, la posta del quore
giovedì, 13 marzo 2008

Tricotillomania

capelliUno dei motivi per cui ho tagliato i capelli cortissimi qualche anno fa, quasi ripetendo la rapata a 0 del lontano 1997, era la mia ossessione per la ricerca e per il conseguente strappo delle mie doppie punte. Io ho una vera e propria ossessione per i miei capelli e queste pagine lo hanno dimostrato ampliamente. Li devo avere puliti, la frangetta deve essere a posto, li piastro tutti i giorni, non trovo mai un parrucchiere che mi soddisfi. Non sono mai contenta. E anche mentre scrivo queste 4 righe mi sarò strappata 5 o 6 doppie punte. Ho sempre le mani nei capelli e per questo che sono sempre sporchi.
Solo che se mi rirapo devosentire gli improperi di mia madre che non manca mai di ricordarmi che due grosse cazzate ho fatto nella vita, rasarmi a zero e farmi il buco al naso. Che ribelle! Ci si metterebbero anche le mie colleghe a romepermi i coglioni da mane a sera, finchè i capelli non si allungherebbero di nuovo. Legare la bellezza ai capelli è un concetto anacronistico tanto quanto la storia di Sansone. Ma non ho le palle di ricominciare a sentire tutto il coro attorno a me. Mi tengo allora i capelli lunghi, li lavo e li stiro ma soprattutto continuerò a sfogare la mia ansia, ingaggiando una quotidiana lotta senza quartiere con le mie doppie punte. Da questo punto di vista, ero meglio quando stavo peggio.
postato da: aaeeiioouuyy alle ore 07:35 | link | commenti (22) | commenti (22)
categorie: capelli, dieffismo

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