Giorni fa mi chiama la mia amica Federica e mi dice “Allora ci vieni con me al concerto dei Coldplay? Mio fratello mi ha trovato i biglietti”. Il fratello in questione è il celeberrimo Fabri Fibra che, da quando è entrato nello star system, puo' disporre di tutti i benefit dell'essere una celebrità. “Aeiouy" mi dice la Federica "non hai capito che adesso potrei chiedere anche un'udienza dal Papa?”.
Arriva il fatidico giorno, un giorno molto baciato dalle stelle, dato che ritorno ciclista in Bologna, e Federica arriva in città.
Con molta calma andiamo verso la stazione. Cerchiamo il famoso busnavetta che ci avrebbe condotte al concerto, ovviamente non lo troviamo, finchè non spunta all'orizzonte. Alziamo le nostre manine, come se fosse un taxi a New York, saliamo, tentiamo di pagare il biglietto senza successo. Eravamo sole sul quel busnavetta, qualcosa ci puzzava. Il nostro autista gira l'angolo e quando appaiono una moltitudine di adolescenti diretta nel nostro stesso posto, ci dice “Fortunate, eh?”.
Subito quella gioventù appena salita ci nota. Eravamo visibilmente più vecchie, eravamo già sul busnavetta sedute e tenevamo le borsette sulle ginocchia proprio come due pensionate. All'approdo a Casalecchio, come due gazzelle, ci precipitiamo alla cassa accrediti, circondate da napoletani bagarini che sembrava di stare su Gomorra. La Federica timidamente fa “Dovrei avere un biglietto prenotato a nome Tarducci, Tarducci + 1”. La tipa alla cassa la guarda perplessa e i dubbi sull'affidabilità del rapper di Senigallia ci assalgono in un momento. Poi la luce “Ah, Fabri Fibra! Certo!”. La bigliettaia, mentre loda Fabri Fibra per la sua disponibilità, scartabella tra gli accrediti e sbirciamo nomi prestigiosi, tra i quali quello di Biagio Antonacci. Scopriamo in quel momento che Fabri Fibra non ci aveva gettate tra la folla di adolescenti ma che ci aveva riservato un posto in gradinata. Entriamo, ci accompagnano al nostro posto, e rimaniamo sbigottite da cotanto culo. Eravamo comode, sedute e si vedeva da dio.
In pochi minuti, noi due ragazze di campagna, mentre pregustiamo quello che sarà un soprattutto comodissimo concerto, ci troviamo circondate da Ligabue, Cesare Cremonini e Ballo (senza Red Ronnie), Alessandro Bergonzoni, Gaetano Curreri, Biagio Antonacci, Rosita Celentano. Ad un certo punto arriva anche Marianna Morandi che saluta affettuosamente Rosita Celentano ma non scorgiamo un saluto con l'ex marito. E mentre aspettiamo e spettegoliamo che Ligabue secondo me si tinge ma ha una bella faccia su un corpo in miniatura, Biagio è sempre un bel maschio, Cremonini poteva pure evitare di mettere il cappellino per non essere notato che tanto non se lo cagava nessuno e che Rosita Celentano è molto bella e con due pere pazzesche, chissà se rifatte.
Comincia il concerto con Violet Hill, subito carichissimo e sulle note delle prime canzoni scorgiamo una nano pelato: era Giuliano con tutti i Negramaro.
Chris Martin è splendido, sorridente e come lui anche gli altri, pure il batterista cicciobombo. Hanno tutti quella giacchetta napoleonica e sudano come delle bestie mentre suonano vecchi e nuovi successi. Folla in delirio, il povero Chris azzarda due paroline in italiano, raccatta un peluche al volo come su Risvegli e lo mette sul piano. Non posso descrivere il momento in cui hanno cantato “Viva la Vida”, energia pura. Io ho pure chiamato il Tacchino per fargli sentire quella canzone che una meravigliosa serata alcolica infrasettimanale di fine luglio fece sentire alla Maude e a me, dopo ettolitri di birra e pasta fredda con cipolla e peperoni. Ecco, per me Viva la Vida sa un po' di peperone e cipolla ma questo non inficia assolutamente la beltà della canzone e il ricordo di un'estate meravigliosa.
Dal palco principale, si spostano per una session elettronica di alcuni pezzi per poi tornare sul palco per una pausa. Si accendono le luci, mi guardo intorno: Ligabue mastica una cingomma come un ruminante da almeno un'ora e non fa una piega, la Rosita Celentano sembra posseduta dal demonio per quanto balla e Bergonzoni pure ma le sue danze sembrano piuttosto tribali e propiziatorie. La Federica ed io notiamo pure che Fabri Fibra è il più importante di tutti, dato che i nostri posti davano due giri a quelli di tutte la altre stars presenti.
Quella che sembrava una pausa si trasforma in un infarto per quelli che stavano alla nostra destra che si ritrovano i quattro a suonare in mezzo al pubblico. In modo molto democratico, la band si butta agli antipodi del palco per regalare agli “ultimi” qualche pezzo, tra cui “The scientist”.
Ritornano al palco principale e per l'ultima parte del concerto, i primi vip sgattaiolano, tranne Ligabue che è più tranquillo di me. Finisce il concerto ma subito parte il bis con i successi dei primi tempi. Anche Ligabue parte. Sulle note di Yellow, ultimo pezzo, noi tutte pensiamo che lui è stupendo anche con quella maglietta slabbrata che poi si toglie e che Gwyneth Paltrow, ma anche Apple e Moses, siano molto fortunati.
Usciamo soddisfatte e inebriate, vedo che Giuliano dei Negramaro è alto come me, ci precipitiamo verso il busnavetta. Lo prendiamo e comodamente arriviamo fin dietro casa mia. Se stavo dentro casa, ieri sera, faticavo di più. E' stata proprio una serata perfetta e dopo la tre giorni agli arresti domiciliari me lo meritavo proprio.
