Aeiouy Costume e Società

Fenomenologia delle Diversamente Frigide
lunedì, 12 maggio 2008

A volte ritornano ma devono essere mandati affanculo

LBQualche settimana fa ascoltavo la radio, come di consueto. Odo una voce familiare, un timbro che mi fa tornare bambina, adolescente poi. È impossibile che sia ciò che penso, mi dico, in programmazione radiofonica su Radio Deejay e non su Subasio. Che sia tornato veramente Luca Barbarossa?
Ed eccolo qui, ‘sto ricordo della mia infanzia, colui che avrei voluto sposare, colui che primo mi ha fatto emozionare in quanto uomo. Ero pazza completamente di Luca Barbarossa, poster, dischi, giornali, San Remi, cassettine erano gli strumenti impiegati per fantasticare su questo ragazzo dalla faccia pulita e dall’accento marcatamente romano, che adoravo.
Compresi che non era l’uomo per me nel 1992, dopo che vinse il Festival con quella ruffianata per la madre. Anche se lì per lì fui contenta, perché vederlo incoronato al Festival della canzone italiana in qualche modo legittimava la mia passione, con l’andar del tempo ridimensionai la mia passione, passai ad altri amori, alcuni musicali, altri veri, e fu così che Luca Barbarossa ed io ci lasciammo.
Da quei primi anni ’90, non mi mancò mai più. Mai ebbi la curiosità di sapere che facesse, cosa cantasse, come andasse il suo matrimonio. Per quello che ne sapevo, poteva pure suonare la pianola in chiesa o andare in vacanza con Maurizio Seymandi, che francamente me ne infischiavo volentieri.
Invece eccolo qui, è tornato prepotentemente nella mia vita, tamburellando le sue nuove note nei miei timpani. Ma chi glielo ha chiesto? Come si permette di presentarsi così, ad ogni ora, quando vuole, in modo così sfrontato, passando attraverso la radio che ascolto?
La sua voce mi dà fastidio adesso, le sue parole mi paiono stupide e senza senso. Di vederlo, non ho il coraggio. Sarà invecchiato, appesantito, i riccioletti saranno bianchi, almeno alcuni.
È incredibile come, con il passare del tempo, tutto sia così insopportabile. Ciò che una volta era pari ad una Coca Cola quando ne hai voglia, alle fragole con la panna i primi giorni di Primavera e al profumo annusato appena spruzzato, diventa improvvisamente la Cola Conad svaporata, le fragole insipide mangiate in Estate quando già ci sono le ciliege e il cocomero e il profumo dei negozi a 99 centesimi.
Peccato mortale dare la possibilità a qualcuno che ha comodamente dimorato nel nostro passato e che lì sta, insieme alle fragole più buone, di ripresentarsi nel presente, anche solo per un saluto. Il sapore non sarebbe quello di un tempo e il profumo rimanderebbe ad un ricordo lontano, anche se il naso lo percepisce lì a pochi centimetri.
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categorie: autobiografia, uominimerda
lunedì, 21 aprile 2008

Viaggio in Colombia

Colombia
Sabato sera si parte alla volta di Mercato Saraceno per una festa di compleanno in campagna. Io avevo un umor nero, causa malanni di stagione e di incertezza sul da farsi, si parte, non si parte, io ho mal di schiena e non posso dormire in camporella con il sacco a pelo. A convocazione avvenuta, preparo una borsa al volo e parto alla volta della Romagna campestre.
Arrivata a destinazione, di fronte ad una tavola imbandita di ogni ben d’ Iddio, comincio ad avere dolori di chiara origine mestruale. Cribbio! Che faccio? Devo pure mettere la musica. Respiro, ingurgito un Aulin, mangio qualcosa di secco e lentamente i malesseri scompaiono. Faccio delle chiacchiere con un’amica che mi dice che, nonostante il suo aspetto fosse solare, dentro aveva un incazzo raro dovuto all’ultima storia che aveva avuto con un tizio. Mi racconta che si era subito intesa con quest’uomo e che le cose sembravano andassero bene, gran feeling e poi solite cose, messaggi non risposti, incomprensioni e inevitabili distanze. Io l’ascolto interessata, come se fosse la Posta del quore di Aeiouy, anche se lei di certo non voleva mezzo consiglio da me, ed io con rassegnata consapevolezza le dico “Cara mia, cosa pretendi? È un uomo! Il problema è questo: a te piacciono gli uomini e non le donne e finchè sarà così dovrai combattere con questi muri che mettono di fronte al palesarsi di un rapporto che preveda in qualche modo uno scambio”. Lei mi guarda e mi dice che neanche le femministe più estreme amiche sue considerano così poco il maschio. Però sembrava apprezzare il mio punto di vista e la mia sicurezza Zen di fronte all’accettazione supina delle più nefande caratteristiche maschili perché se i maschi ci piacciono,dobbiamo prenderli per quello che sono, con le loro debolezze, le loro insicurezze e con la loro naturale inferiorità. Senza farglielo capire, però. Accondiscendere è la parola d’ordine. Sorridere sempre a occhi sgranati, questo il passepartout per questi eschierichia coli.
Al risveglio, dopo una notte sul pavimento dentro un sacco a pelo in cui ho russato a tal punto da levare il sonno a chi mi circondava – io l’avevo detto che stavo male! – lucida e di buon umore ascolto il dolce battibecco di due fidanzati che si erano fatti la notte in tenda. Pare che lui tenda ad allargarsi troppo nella notte, sia in campeggio sia nella quotidianità casalinga, e che a lei rimanga solo un angolino per giacere degnamente. Ed io, in modalità Natalia Aspesi, suggerisco di mettere un divisorio nel letto, che divida equamente le parti oppure di fare un conteggio in millesimi del letto come nei condomini, in modo tale da assegnare una giusta quantità di letto a seconda della superficie occupata dai corpi. Per le coccole, aggiungo, c’è tempo prima e ci sarà spazio al risveglio, dopo aver fatto il sonno dei giusti. E i due mi guardano soddisfatti e quasi convinti.
E mentre dispenso consigli a destra e a manca in materia di affari di cuore, penso a me stessa come a quel redattore della Lonely Planet che ha scritto la guida della Colombia senza averci mai messo piede. La mia fervida fantasia somiglia a quella di Salgari che ha scritto volumi e volumi su terre esotiche non essendosi mai mosso da Genova. E come lui incanto il mio pubblico ostentando sicumera sulle vicende di coppia che per me sono altrettando vissute come una nuotata nel Mare dei Sargassi.
In fondo siamo tutti molto bravi in teoria, specialmente quando si tratta dei cazzi degli altri.
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categorie: autobiografia, trentenni, cazzideglialtri, uominimerda, la posta del quore
giovedì, 27 marzo 2008

Egoiste! Egoiste! Egoiste!


Notoriamente non sono una femminista ma questo episodio mi ha indignato. C'è una macchietta milanese nella casa del Grande Fratello, che ha lo stesso sex appeal di un ficus, e una energica ragazza napoletana, dall'aria non stupida. Non seguendo il GF8, non so i dettagli, fatto sta che il neo Zampetti, dopo che avrebbe trastullato tutte le femmine della casa, con una graziosa fidanzata a casa e un'amante disposta a raccontare i più intimi dettagli della loro storia clandestina a quattro amici a Buona Domenica, seduce Lina, che fa la furba ma che proprio non è. I due hanno un approccio: lui a lei chiede un seghino sotto le lenzuola. E lei esegue, lui gode. Il nostro poi si alza e pensa bene ad andare in sala a raccontare dell'episodio, ridendo, mostrando macchie ed annunciando che non si sarebbe lavato. Lei è sputtanata terra marique. L'Ordine dei Medici minaccia di radiarlaMello ne fa una questione di genere.Io ne farei piuttosto una questione di scarsa lungimiranza di una che ha peccato di ingenuità, che sarà etichettata tutta la vita come quella che per una pugnetta al GF ha compromesso la carriera.
Lui all'uscita, comunque, va arso vivo.
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categorie: tgcom, uominimerda
giovedì, 20 marzo 2008

Sexy nerd

nerdLa giornalista del Tgcom questa volta ha veramente esagerato. Quest'articolo, oltre ad essere scritto in un dubbio italiano, dimostra che chi lo ha scritto non ha mai visto un social network o un blog in vita sua.
Comunque, in quest'accozzaglia di luoghi comuni, emerge la figura del technosexual,  praticamente uno smanettone che non suona la figa ma tamburella tasti sulla tastiera del pc, con occhiali spessi che nascondono occhi cecati dalle ore passate a chiedere amicizie in giro.
Si moltiplicano, tuttavia, le iniziative di disintossicazione degli web e tecnologie sparse addicted. Chi si mette alla prova lasciando cellulari e ipod a casa, chi si impone giorni interi senza controllare la mail e così via. Io non credo di avere bisogno di questi mezzucci per riappropriarmi della mia vita. Ma anche l'alcolizzata che si mette a bere le boccette di profumo, probabilemnte, dice le stesse cose.
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categorie: trentenni, uominimerda
martedì, 18 marzo 2008

Dildo, il rosso

pesce-rosso-744051Quel ciarlatano di Paolo Fox mi ha detto che sarebbe stato l’anno della Vergine ma ancora qui non si è smosso nulla, se non qualche mandarino più o meno cattivo.
Ma io sono positiva, sento che le cose cambieranno. In un anno e poco più con il gruppo di mutuo aiuto per superare la dieffite, sento che alcuni concetti stanno prendendo piede. E sento la necessità del cambiamento.
Ed è stato così che ho preso questa decisione epocale.
Abito da sola ormai dai primi di Novembre. Dopo anni in ostello, farmi solo ed unicamente i cazzi miei era un sogno al quale faticavo a credere. Ora credo al Paradiso ma ho paura che il mio solipsismo si incancrenisca e che diventi sempre più refrattaria alla compagnia maschile. Refrattaria al cazzo, come dice Leo Mantovani. Dick-proof come direbbe un anglosassone.
Sabato si parlava poi di animali domestici ed io raccontavo la mia idiosincrasia nei confronti delle bestiole che si aggirano nelle case. Io odio gli animali e odio le piante. Odio tutto quello che prevede una cura da parte mia.
A casa mia sull'Adriatico, infatti, c’erano 4 gatti con cui non ho mai avuto confidenza, adorati da mia madre e mia sorella, cui io facevo i dispetti forse perché volevo le attenzioni delle mie per me. Chissà, il groviglio dei mie pensieri che percorsi aveva preso.
Tanti anni prima la mia famigliola vinse un pesce rosso alla Festa dell’Unità di Corinaldo, città natale di Santa Maria Goretti e di mio padre. Nel viaggio di ritorno, decidemmo come chiamare quell’essere vivente in bustina che si agitava sulle mie gambine bambine. Perché non chiamarlo Berlinguer? Questa la geniale proposta di mio padre. D’altra parte, lapalissianamente, era stato vinto alla festa dei comunisti ed era rosso.
Berlinguer visse 7 gloriosi anni, curato solo da mia madre che lo accudiva nel balcone della cucina. Io non l’ho mai cagato. So che si era scolorito, forse era diventato canuto. Dopo 5 o 6 mesi dal decesso, chiedo a mia madre dove cacchio avesse messo il pesce e lei mi disse che era morto e che era curiosa di sapere quanto ci avremmo messo io e mia sorella ad accorgerci di quella scomparsa. Mia madre, vera amante degli animali e rispettosa dei trapassi, lo chiuse in un cappolone e lo seppellì in giardino. Una prece per Berlinguer.
Il ricordo di Berlinguer mi scalda il cuore, il suo silenzio, il suo non essere invadente, quel suo uscire di scena in punta di piedi mi hanno restituito una sensazione rassicurante.
Sabato è scattato qualcosa nella mia testa. Già la mattina, mentre facevo colazione tutta sola nel mio lettone tutto rosso, strafogandomi di pasticciotti e di caffè-latte, sentivo che era ora di introdurre una figura animata nella mia vita.
Nella mia vita entrerà Dildo, il pesce rosso.
Qualcosa che sia metaforicamente di buon auspicio.
Qualcosa che si muova e che chieda le mie attenzioni, così da abituarmi ad una presenza altra.
Qualcosa che non rompa i coglioni.
Qualcosa di poco invadente.
Qualcosa di cui io non abbia paura.
Qualcosa che se muore, (e muore di sicuro perché Dildo è già un dead fish swimming), lo possa seppellire ai Giardini dentro una scatoletta di alici senza tante pugnette, senza eccessivo dispendio di danari che è meglio andare da Zara.
Qualcosa di rosso, perché mi piacciono i rossi.
Lo amo già.
Non vedo l’ora di averlo in casa, so che da quel giorno le cose cambieranno, alla faccia di quel cialtrone di Paolo Fox.
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categorie: autobiografia, trentenni, sonoseria, dieffismo, uominimerda
mercoledì, 12 marzo 2008

Approcci

69Oggi pubblico la seconda lettera della rubrica La posta del quore di Aeiouy. La missiva è stata scritta da una trentenne che ci racconta l'approccio subito da un simpatico quarantenne.
Aperitivo con 40enne non brutto, colto, separato ma non depresso, cioè di quella seconda ondata di uomini meno fuggitivi e un pochino più dotati di solidità rispetto alla miriade di trentenni mucciniani irrisolti. La conversazione procede brillantemente fino a che lui se ne esce con un promo che stride come un vinile graffiato: “Sai, io so suonare molto bene la figa”. Cara Aeiouy, noblesse oblige a parte, io tendo a sospettare di chi si loda e si imbroda… e la sua ars poetica mi ha fatto passare la voglia di verificare… Che ne pensi?
Carissima, cosa vuoi che ne pensi. Se questi sono gli uomini in circolazione, rimpiango di non essere suora o lesbica.
A voi la parola!
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categorie: trentenni, dieffismo, uominimerda, la posta del quore
martedì, 19 febbraio 2008

Corteggiamento corto

peynet89

In quei pochi momenti di relax e di lucidità che mi concedo in casa, leggiucchio qualche giornale, che, nonostante il poco tempo a disposizione, compro in grande quantità. Ed è così che li piazzo in bagno, ai piedi del letto, di fianco al computer ed ogni tanto mi offrono interessanti spunti di riflessione.
Quello del corteggiamento sembra essere un tema "caldo" su più fronti, trattato da varie angolazioni. Poche notizie sparse. Pare che non sia vero che gli adolescenti pensino solo al sesso ma che "si sbattano" per conquistare la propria amata. Pare che i gay siano gli unici rimasti a mandare dei mazzi di fiori e ad aprire la portiera della macchina, generando solo sulla confusione di chi debba fare questi gesti, come umoristicamente trattato nel libro "Come conquistare un uomo pur non essendo una donna" di Alessandro Fullin, alla cui presentazione ho partecipato Sabato scorso.
E gli etero che fanno? Ho visto etero prendersi prima la bevanda, senza prima servirla alla dama di fianco. Ho visto etero non fare una telefonata neanche ammazzati, aspettando che sia la donna a fare il primo passo. Ho visto etero dividere a metà il costo di una piadina. Ho visto etero mandare sì e no solo un messaggio per fare degli auguri, senza l'ardire e l'ardore di una telefonata.
Chi ha ricevuto un bel gesto, degno di essere annoverato tra i corteggiamenti, parli!

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categorie: trentenni, dieffismo, uominimerda
giovedì, 14 febbraio 2008

La parola amore esiste

ArnoldMello ieri mi ha mandato questa news tratta da Corriere.it. Anche Arnold ha trovato la la sua metà della mela, forse della prugna dato che il nostro infantile eroe è alto 1.30 m. Ora fa la guardia giurata, e sai che paura mette Arnold ai ladri, e si è sposato in gran segreto con 'sta donnona, che magari è alta come me ma di fianco a lui è un gigante. E magari sono felici e si amano nella loro bizzarra diversità. O magari lei interpreta il prossimo film interpretato da Arnold, Birilli neri per giovani sederi. Vista la sua altezza, se tanto mi dà tanto...

Colgo l'occasione di questo post, in cui si parla di un amore trionfante, per fare un'importante annuncio.
Ho trovato il fidanzato!... Scherzetto di San Valentino!
Annuncio piuttosto che, sollecitata da più fronti, istituisco da oggi LA POSTA DEL QUORE DI AEIOUY. Allora, se avete un problema d'amore che vi tormenta o se volete un consiglio su come comportarvi con qualche fanciull*, scrivetemi o su Splinder o su aeiouycostumesocietachiocciolagmaipuntocom che, rispettando l'anonimato o in chiaro se non temete nulla, pubblicherò la vostra istanza. State tranquilli, non sarete solo nelle mie mani dentro le quali non andreste lontano, ma tutti insieme si darà un contributo alla causa.
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categorie: corriere, cazzideglialtri, dieffismo, uominimerda
mercoledì, 13 febbraio 2008

Uomini ed animali

procione

Ho letto diverse settimane fa l'intervento di Filippo Facci sul settimanale che compro abitualemente, Grazia. Ho atteso un casino prima che il nostro decidesse di darlo in pasto ad avide commentatrici sul blog del giornale ed ora finalmente lo trovo. So già che qualcuno non sarà d'accordo con questa visione, che invece mi convince molto, impresa che quasi sempre Facci riesce con me.
Consiglio di leggere tutto il pezzo linkato sotto l'animalesca foto e poi si dibatte.

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categorie: trentenni, dieffismo, uominimerda
mercoledì, 06 febbraio 2008

Tanga vs Culotte

mutande_web_med

Il Tgcom oggi propone un sondaggione imperdibile. Non un sondaggio tipo tu chi avresti votato nel tuo Supermartedì oppure chi vorresti come Presidente del Consiglio, anche se i toni sono quelli da scontro politico, ma Preferisci indossare/far indossare alla tua partner... come appendice all'articolo Lingerie: il tanga in crisi - La culotte batte il tanga. In fondo, il perizo è apparso nelle nostre vite, nella mia almeno, a fine anni '90. Lo trovavo molto comodo e soprattutto non segnava sotto i vestiti. Alla lunga poi, da qualche anno, ho prediletto delle mutande brasiliane, cioè la giusta via di mezzo tra i mutandoni e il tanghino. Saranno i corsi e i ricorsi storici della moda oppure forse sarà stata la maturità o l'abbondanza delle forme che mi hanno fatto optare per qualcosa un po' più accettabile esteticamente, sempre coordinando il tutto per quanto riguarda me, per carità. Chissà gli uomini cosa pensano veramente, invece. Posto che a loro non frega nulla di ciò che la donna indossa sotto le vesti, spesso hanno una visione tutta loro su ciò che trovano sexy e forse quei tanghini con il fiocchetto sul bdc per loro sono il non plus ultra dell'arrapamento.

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categorie: tgcom, dieffismo, uominimerda

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